Tra gli strumenti per favorire la partecipazione democratica dei Cittadini ci sono i “Comitati di Quartiere”, che sono organismi territoriali senza scopo di lucro e possono svolgere un ruolo propositivo, consultivo, rivendicativo e di denuncia, a favore della popolazione del proprio quartiere e per uno sviluppo sostenibile della Città.
Da evidenziare, i Comitati di Quartiere sono entità indipendenti e non sono in alcun modo riconducibili a collegi istituzionali, come possono, ad esempio, essere i consigli circoscrizionali.
La procedura per costituire un Comitato può essere la stessa di un’associazione nel Terzo Settore, se le si vuole dare una natura privatistica.
Personalmente, sono per una “natura pubblicistica” con intervento regolamentare del Consiglio Comunale, al fine di creare organismi territoriali che siano di supporto agli organi istituzionali.
Quindi, non solo il Comune come “super partes” durante le fase di creazione di tali Comitati, ma artefice di un riconoscimento amministrativo di interlocuzione tra l’Ente Locale e i Cittadini residenti in una specifica parte del territorio.
A Trani ogni tanto qualcuno parla di istituirli, ma l’argomento pare non sia mai stato tra le priorità degli amministratori, forse perché un tale organismo sarebbe più di “impiccio” per chi intende la gestione della cosa pubblica riservata a “Uomo/Donna solo/a al comando”.